Dalla decisione shock del giudice che ha rimesso in libertà il quarantaduenne accusato di aver molestato una tredicenne al caso del ventisettenne di Padova con dieci anni di reati alle spalle e un'espulsione mai eseguita. Gianluigi Paragone si indegna per l'intoccabilità della magistratura e attacca la narrazione dei "maranza", chiedendo una vera bonifica del territorio e una reale assunzione di responsabilità anche da parte delle piattaforme social. E mentre l'Europa cambia rotta sul tema dell'immigrazione, la sinistra italiana rimane arroccata in un buonismo ideologico staccato dalla realtà quotidiana. “Non è razzismo” commenta Paragone “ma un'insofferenza viscerale contro chi pensa di restare sempre un passo sopra la legge”.