L’autunno s’avanza e c’è desiderio di un piatto caldo, profumato, digeribile che abbia le morbidezze dell’intimità gastronomica a cui il foliage, le castagne, il profumo dei funghi inducono. Ecco che attingendo a una linea di cucina che s’inerpica con i pizzoccheri verso la Valtellina -luogo d’incanto per i sapori, per i paesaggi, per le tradizioni e le persone - c’è venuto in mente di proporre un risotto che a quel piatto s’ispira e che puntando sulla Fontina dop e il riso di fatto disegna un areale d’alpeggio.